Contatto

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Email: flauto@banshi.eu
Website: www.banshi.eu

Via Caprera, 5
21014 Laveno (VA),
Italia

(in foto una lezione di approfondimento di alcuni allievi di bansuri con il canto di Shri Supriyo Dutta)

I laboratori si svolgono occasionalmente in disparate sedi, laddove venga richiesto da gruppi o Associazioni.
Periodicamento realizzo incontri sul flauto bansuri e la musica indiana, a Milano presso Atelier Anabasi; a Laveno Mombello (VA), presso l'associazione Albero Baniano; a Lugano presso l'associazione Musica Breganzona. Spesso ho invitato dei notevoli musicisti e maestri indiani, a condurre laboratori sul canto, la musica e la danza classica indiana. Conduco un piccolo gruppo di studio del flauto bansuri a Varese. 

Se desideri partecipare o organizzare un incontro divulgativo e di pratica con il flauto indiano puoi contattarmi via mail o telefono per avere maggiori informazioni

I laboratori sono aperti a tutti e consistono in una alternanza di esercizi pratici sullo strumento, esercizi vocali ed elementi teorici per poter assimilare gradualmente la quantità di stimoli musicali,  posturali e tecnici del flauto bansuri.
Il sistema di trasmissione della musica indiana è orale, non richiede alcuna conoscenza della musica occidentale, della lettura del pentagramma e del solfeggio.
 


Generalmente propongo di lavorare su elementi fondamentali per l’impostazione dei principianti così come approfondimenti sulla pratica del flauto bānsurī e sulla musica classica indiana per flautisti, musicisti e curiosi. Ogni sessione di laboratorio può variare in base ai partecipanti, i quali nonostante le diversità possono trarre spunti personali per la propria ricerca musicale. Mi piace dare attenzione al processo con cui  la tecnica si fa propria, lavorando molto sulla parte iniziale della pratica. La ricerca è molto graduale e personale, e si sviluppa organicamente mano a mano che il corpo e l'orecchio memorizzano la postura e la qualità del suono. 

Le lezioni individuali consentono un livello maggiore di focalizzazione delle qualità e necessità personali. È importante acquisire i fondamenti per potersi esercitare a casa e dare corpo al soffio, quindi articolare i suoni grazie alla diteggiatura. Per questi primi passi serve tempo e pazienza e si consiglia di effettuare una pratica breve ma frequente.

Per coloro i quali vogliano approfondire insieme a me una pratica già consolidata del bansuri, posso offrire consigli sull'impostazione e la resa di alcuni raga, sulla base del progressivo percorso che sto facendo. 

Praticare appropriatamente anche le cose più semplici può dare presto soddisfazione e gioia, motivando l'impegno ulteriore e aprendo la strada ad una crescita musicale e personale.

L'approccio allo strumento comporta un'esercizio dell'ascolto in una melodiosa unione di tecnica, sentimento, intuito, nella cornice della pratica di forme tradizionali della Musica Indostana (India del nord).

 Si dice che lo strumento, non potendo essere accordato diversamente da come è foggiato, senz'altro può 'accordare', intonare noi stessi, poichè viene integrato dal corpo di chi suona, in un processo di perfezionamento. Così credo che intendesse dire A. Schaeffner nel suo saggio 'Origine degli strumenti musicali' a proposito della perfettibilità di alcuni strumenti a fiato. Questo è particolarmente vero per il bansuri, che ha fori larghi e molte variabili sia nell'imboccatura che nella chiusura parziale dei fori. Nel flauto indiano di bambù ha luogo una manipolazione del soffio quanto mai plastica.
 Le lezioni e il laboratori forniscono gli elementi fondamentali e gli approfondimenti utili a vivere la propria ricerca musicale, con il nutrimento dato dall'estensione del respiro e l'accrescimento della vibrazione sonora. Quella di questo suono sempre nuovo, pieno di nettare (i trattati sanscriti e la poesia richiamano qualità del suono che afferiscono a sensi diversi dall'udito, sottolineandone una funzione sinestetica), e della pratica dei rāga classici indiani, è una ricerca senza fine,  viva e attuale, pratica.

Praticheremo esercizi per migliorare emissione, intonazione e modellazione del proprio soffio.

Attraverso un corretto approccio alla tecnica del bānsurī sarà gradualmente possibile dischiudere la ricchezza del suono e il suo tradizionale linguaggio, con fioriture e ornamenti.

Alcuni flauti bānsurī vengono messi a disposizione per il laboratorio o per una eventuale prima lezione. Di recente ho iniziato a costruire da me alcuni flauti, ma generalmente fornisco strumenti di Lorenzo Squillari (qui il link del suo sito).
 

Contenuti di un laboratorio
 

 Flauto Bānsurī e musica indiana

Quanto al flautista, era maestro nelle antiche regole della sua arte. Conosceva anche le regole di dizione per mezzo delle quali si possono addolcire le consonanti e renderle dolci alle orecchie. Conosceva le quattro forme di virtuosismo. Padrone della scienza dei modi, sapeva aggiustare la sua voce al suono del timballo. Curava che i tamburi fossero accordati sulla quinta nota del flauto. Sapeva seguire la voce del cantante improvvisando variazioni rimanendo nei limiti della forma’                                        (Śilappadikāram, antico testo Tamil)

  • Esercizi di respirazione e vocalizzazione sullo sfondo del suono di 'bordone' (tanpura).
  • Fondamenti della tecnica del Bansuri: imboccatura, diteggiatura e articolazione della gamma di suoni.
  • Esercizi basilari grazie ai quali progredire autonomamente. Modellazione del suono con la chiusura parziale e sensibile dei fori per ottenere alterazioni, microtoni e abbellimenti tipici che donano rotondità ed espressività.
  • Elementi teorici e terminologia essenziale della musica classica indiana, analisi e pratica del carattere melodico di alcuni rāga.
lezione supriyo tomo
Spesso è possibile partecipare con il proprio strumento. In foto una lezione di canto classico indiano Khayal,
con Shri Supriyo Dutta, Tomoharu al saxofono e me al flauto bansuri.

Sono stati realizzati laboratori tematici curati da artisti di rilievo, in alcuni casi concepiti e organizzati da me in collaborazione con altri studenti. Due workshop di questo genere sono stati coordinati da Floriana Asperti, presso il Dipartimento di Musica con Nuove Tecnologie del Conservatorio G. Verdi di Milano, con il Prof. Cospito; e all'Università degli Studi di Milano (Etnomusicologia e Antropologia Visuale, prof. Scaldaferri) al quale hanno partecipato Federico Sanesi (tabla), Roberto Perinu, Supriyo Dutta (canto khayal) e Mujtaba Hussain (bansuri). In  questi laboratori teorico-pratici rivolti a insegnanti e studenti sono stati dimostrati diversi principi della musica classica indiana, con una speciale attenzione alle qualità tonali, timbriche e dinamiche nella relazione fra musica vocale e strumentale (flauto bansuri), con alcuni riferimenti alla trattatistica musicale sanscrita. 
                                                                                                                                       
      Igor Orifici

BANSHI.eu

Il bānsurī è il flauto traverso di bambù tradizionale dell’India

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